L'artista fotografato dall'artista: una doppia performance
L'incursione ricombinatoria, l'investigazione visiva di Massimo Lovati entra nell'evento artistico di Shimamoto e produce un evento estetico “altro”, raddoppiando la performance in un percorso parallelo, autonomo, ma capace di valorizzare al massimo l'energia creativa del maestro giapponese.
L'opera d'arte di Shimamoto, infatti, viene interpretata nel suo farsi: Lovati ne sottolinea gli oggetti e gli strumenti (rendendo trasparente la bottiglia, per esempio, o dandone solida consistenza), blocca il gesto, immerge l'artista nel cromatismo della sua opera guardandolo dall'alto; con un movimento della macchina fotografica, mentre lo ritrae accanto all'opera finita, induce la percezione del “getto” di colore, lo collega in un'isola luminosa nell'abbraccio bianco e nero degli spettatori.
In questo straordinario incontro di arti, l'interpretazione fotografica di Lovati, mentre materializza l'azione di Shimamoto ne restituisce tutta la prospettiva illusionistica e tutta l'intenzione creatrice.
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